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Tentativo blasfemo e sgangherato, è una risposta biascicata al bisogno di toccare il cielo, è un punto di vista astigmatico sulle possibilità di farcela.

La Fonderie dichiara la sfida fallita in partenza, e sputa 11 tracce che parlano lingue diverse, mischiano e confondono stilemi anarchici e abbozzano i tratti di una soluzione in un amalgama a grana grossa.

Come un quadro a 3D, lo si guardi in profondità, potrebbe comparire qualcosa.
Mastichiamo sigarette di cicuta nel pulmino di lamiere che bruciano, occhi arrossati dalla furia.
Calli di incoerenze sulle nostre mani, e cicatrici di sogni che diventano rughe sulle fronti.
Guidiamo, senza parlare , tra sculture di fumo e totem di ideali resi leggeri dalle tarme.
I rayban ci offrono uno splendido riparo da chi cerca di capire senza saper ascoltare il soffio del vento.
Ce ne hanno parlato a lungo, ma nessuno ci ha saputo indicare la strada, e sacchetti di plastica scoloriti hanno preso il posto dei cartelli stradali.
La fame ci guida, mentre domiamo la sete con sorsi di musica del deserto.
Sfidiamo noi stessi, noi stessi vecchi e bambini, sfidiamo il presente che muta pelle mentre lo accarezzi, sfidiamo questa steel guitar che si stupra il cuore.
E ci lasciamo aprire la cassa toracica da sconosciuti fratelli, perché si cibino, almeno loro.
Andiamo a vedere se è vero, se c’è per davvero.
Andiamo in centro a Babele, apriremo il frigo arrugginito senza tagliarci e ci sazieremo di qualcosa.
Gli altri, se ne vadano affanculo.

Ingredienti (le dosi variano a seconda degli stati d’animo dell’ascoltatore):
Milano, Ironia, Punk, Canzoni d’Amore, Fastidio, Cartoni Giappo, Sirene, Sesso, Cinismo&Ingenuità, Astrazione, Boom Boom, Ansia, Indie ma non “Indie”, Melodia.

Preparazione:
Fondere tutto, ascoltare. Servire con massicce dosi di amore.

 

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