Il 2011 inizia con i Does It Offend You, Yeah?, quintetto inglese giunto in Italia per tre date, l'ultima delle quali si tiene al Pop Corn Club di Marghera, all'interno della serata Club NME. I Does It Offend You, Yeah?, in attività da circa tre anni e con il secondo album in uscita a breve, è un gruppo la cui unica pretesa è far divertire gli spettatori: con la loro miscela di generi, che va dall'horror punk all'elettronica d'ispirazione francese con l'indie rock come minimo comun denominatore, i membri della band non hanno mai preteso di entrare nella storia della musica o di essere campioni di vendite, ma si sono sempre accontentati di scatenarsi e far scatenare il pubblico nei loro live show. Anche quando la loro “We Are Rockstars” diventa un pezzo cult e una hit per dancefloor indie il loro modo di porsi al pubblico non cambia e soprattutto non si montano eccessivamente la testa. Tutto questo fa di loro un gruppo per cui è difficile non simpatizzare, complice anche il titolo fintamente pretenzioso del loro primo album “You Have No Idea What You're Getting Yourself Into” e la scelta (puramente casuale) del nome della loro band.
Il gruppo è comunque un piccolo cult e l'attesa per il concerto è grande; il Pop Corn è completamente gremito, ma il clima è vivibile e ci si riesce a muovere senza problemi. Quando i Does It Offend You, Yeah? entrano in scena, comunque, gran parte del pubblico si comprime verso il palco e inizia a scatenarsi. Il chitarrista, il cantante e la bassista sono in prima linea, dietro di loro il batterista e il tastierista, che con il suo synth e i suoi loop è l'elemento fondamentale per il sound della band.


Il concerto inizia con una canzone del nuovo album, seguita da “Battle Royale” del primo; tutto il concerto è un susseguirsi continuo dei pezzi dei due dischi, entrambi suonati nella loro quasi interezza. La reazione del pubblico è tanto buona nei pezzi vecchi quanto in quelli nuovi, anche se questi ultimi sembrano essere decisamente meno originali, fatta eccezione per “We Are The Dead”, che regala un frammento di chitarra e voce di una delicatezza inedita per la band, prima di esplodere nella tipica energia a cui i Does It Offend You, Yeah? hanno abituato. I pezzi più partecipati in assoluto sono comunque i vecchi successi del loro album, in particolare “With An Heavy Heart”, “Dawn Of The Dead” e “Doomed Now”.


L'energia sul palco è enorme e il cantante è sicuramente il più irrefrenabile dei presenti: beve, scherza e fracassa al suolo un bel po' di volte il piccolo synth che ogni tanto suona; eccede ogni tanto nell'uso improprio del microfono finendo per fare non raramente la parte del vocalist tamarro in alcuni pezzi strumentali, ma è, anche grazie a questo, il membro che contribuisce di più a far scatenare il pubblico, senza contare l'ottima performance canora alternata tra microfono e vocoder, che non fa rimpiangere i pezzi in studio. Grande presenza scenica anche per la giovane bassista, con i suoi movimenti tra l'epilessia e la rockstar maledetta. Nota di demerito, invece, per la componente più prettamente elettronica: c'è una decisa sovrabbondanza di loop preregistrati che un po' snaturano la genuinità di tutti gli altri membri, soprattutto del chitarrista, che si cimenta in alcune incursioni chitarristiche non di poco conto.


A chiudere il concerto l'immancabile pezzo forte: “We Are Rockstars”. Dall'inizio alla fine del concerto la partecipazione del pubblico non è mai venuta meno, ma con quest'ultimo pezzo (l'unico conosciuto per buona parte dei presenti) il Pop Corn di Marghera rischia di crollare su se stesso.

La band abbandona il palco senza nessun bis dopo un'ora di show senza sosta e lascia spazio al dj-set di Country Side Kid, progetto di Carlo Pastore, resident delle serate targate Club NME Venice, che chiude la serata.





Recensione di Giacomo Falcon.


Progetto Felix.





Andrà presto in onda l'intervista rilasciata dai Does It Offend You, Yeah? al nostro Mr. Brightside per i microfoni di Disorder, nel palinsesto di The Great Complotto Radio. Non perdetevela!

 


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