E' una Trieste fredda e austera quella che stasera ospita il concerto degli Amia Venera
Landscape e anche se non soffia la bora, il clima non è certo dei più desiderabili.
L'ultima data del loro Tour italiano, che li ha visti attraversare recentemente la penisola in
lungo e in largo, si tiene al Tetris, piccolo ma accogliente locale situato non molto distante
dalla suggestiva cornice di Piazza Unità.
Essendo una data infrasettimanale, l'apertura è prevista verso le 21, ed infatti dopo una birra
e quattro chiacchere veloci, ecco che sul palco salgono gli Innervacuum, giovane promessa
del metalcore friulano. I 5 giovani dimostrano fin da subito il loro potenziale sul palco,
proponendo una scaletta violenta al fulmicotone, in cui le chitarre ben si amalgamano con il
tessuto metal e hardcore del gruppo. I suoni non troppo definiti e i pezzi molte volte
strutturalmente carenti, mancano di originalità e personalità, finendo col appesantire
inutilmente il suono e rendendo scontata e prevedibile la performance.
Verso le 22.30 apre le danze il gruppo headliner della serata. Preceduti da un intro che
cattura il pubblico e lo trascina verso le atmosfere tipiche del sestetto veneto, ecco che il
viaggio ha inizio.
L'impasto sonoro formato da tre chitarre, che sorreggono una sezione ritmica già di per sé
potente, viene ulteriormente arricchito dalla voce graffiante del cantante, simile per tonalità
ed attitudine al vocalist dei Misery Signals e a quello dei Cult Of Luna.
La set list comprende prevalentemente brani usciti nel nuovo disco, anche se alcuni pezzi
risalgono a molto tempo prima. Sono inoltre presenti nuove canzoni che si discostano
lievemente dalla proposta originaria, ma che non faticano a trovare fin da subito
l'approvazione dei presenti, che dopo qualche minuto dall'inizio del concerto iniziano a
muoversi e dimenarsi energicamente, sostenuti dal calore e dall'energia che il gruppo
trasmette dal palco.
La coreografia scenica permette alla band di regalare un impatto visuale ed estetico
travolgente che, unito al suono caldo e dirompente dei sei, completa ed arricchisce lo
spettacolo generale.
Si ha come l'impressione di un paesaggio, costituito da atmosfere surreali, in costante
evoluzione che segue e supporta la performance del gruppo, offrendo ai presenti
un'esperienza coinvolgente e fortemente emotiva.
Un'ora scarsa di concerto che se da un lato appaga il numeroso pubblico accorso per questa
data, dall'altro testimonia come nel sottobosco musicale italiano continuano ad emergere ed
affermarsi giovani formazioni che per talento e originalità meriterebbero più spazio e
attenzione, in modo da promuovere e sostenere adeguatamente il loro potenziale, molte
volte ancora inespresso.
 


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