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Il Radar Festival è l'ennesima nuova proposta per svegliare Padova, obbiettivo portato avanti ormai da sempre più persone che, a quanto pare, non è poi così lontano, visti gli eventi degli ultimi mesi. Questa nuova proposta ha però proporzioni enormi, andando a occupare per ben due mesi il Bastione Alicorno, una delle location più affascinanti di Padova, con una programmazione con cadenza minima di due eventi alla settimana. Tra gli organizzatori troviamo nomi già noti per chi vive le proposte musicali di Padova: Carichi Sospesi, La Mela di Newton e i ragazzi di Repeat (che in un anno hanno rivoltato una città); c'è poi l'aiuto essenziale anche del Wah Wah Club di Venezia.

Dopo le primissime serate di rodaggio, il primo vero grande evento del Radar Festival con cui fare i conti è il concerto degli Yuck, giovane quartetto inglese indie-rock (il bell'indie-rock di una volta) emersa da pochissimo tempo dalle ceneri della formazione nu rave Cajun Dance Party; l'omonimo album d'esordio colpisce subito per il prepotente utilizzo delle chitarre piacevolmente rumorose e il ritornello facile.

Dal vivo non tradiscono le aspettative dando vita a un concerto che, seppur breve, convince e coinvolge a pieno. L'unico problema che avrebbe potuto significativamente rovinare la festa era l'acustica (siamo pur sempre dentro una grotta) e invece anche quella è perfetta e riesce a valorizzare tutti gli strumenti e tutti i cazzo di feedback e wall of sound che rendono così figo il concerto.

L'esibizione inizia in sordina con il singolone-one-one “Get Away” (stavo tergiversando all'ingresso e, malgrado la corsa, me ne sono perso metà) e si sviluppa tra pezzi sempre riuscitissimi come l'ammiccante “Suicide Policeman”, dove emerge l'anima più pop della band, e “Hooling Out”, il pezzo più spiccatamente noise e dal ritornello killer. Chiude il set la magnifica “Rubber” che con il suo feedback pesantissimo e persistente ci trasporta in territori shoegaze, mentre il lento intercedere della voce dona al sound un'atmosfera struggente.

Così come è iniziato (velocemente), il concerto termina, più che altro perché il repertorio della band è quello che è. Ma da quest'ora scarsa si sono capite due cose: gli Yuck sono da tenere d'occhio e il Radar Festival ancora di più.

Recensione a cura di Giacomo Falcon.

Progetto Felix.

 


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