THE GREAT COMPLOTTO RADIO FA UN REGALO AI SUOI ASCOLTATORI.
T.G.C.R. IN COLLABORAZIONE CON "RADIOINDIE MUSIC LIKE" VI OFFRE UN'APPUNTAMENTO SETTIMANALE CON LA MUSICA INDIPENDENTE DI QUALITA'.
OGNI MERCOLEDI' ALLE 21:30 sul nostro sito avrete modo di ascoltare la classifica dei gruppi indipendenti di tutta italia.Potrete ascoltare interventi ed interviste degli artisti e essere sempre aggiornati sulle nuove uscite.

Un'alternativa a quello che ci propongono le tv e le radio commerciali,dove spesso la musica viene trasmesse non perchè e quella migliore,ma solo perchè conviene;perchè le case discografiche pagano  per far passare gli artisti che vogliono loro e tante volte fregandosene della qualità e dei meriti di chi producono.
Noi vi diamo un'alternativa per poter pensare e valutare con la vostra testa.Chi merita veramente e chi no,chi ha talento e chi no.

Chi ama la buona musica e la libertà di  scelta non può perdersi questo appuntamento.

 
IL DISCO RACCONTATO DA UMBERTO PALAZZO

Ho iniziato a realizzare quest'album mentre lavoravo ad altri progetti, cioè il disco nuovo del Santo Niente e quello del Santo Nada, che è lo spin off strumentale e morriconian/messicano del Santo principale.
L'idea di base è quella di fare un disco pre-rock, se mi consenti il termine. Una specie di what if rock never happened.

Quindi, oltre alle influenze solite e inevitabili, ho preso stilemi da Morricone, dal pop italiano fine anni cinquanta/inizio anni sessanta, dalla canzone napoletana, dal pop americano pre-beatles, dalla musica greca e orientale, dal folk modale, dalla musica classica e ho cercato strumentazioni atipiche per spostare la cosa fuori dal tempo. Le percussioni sono fatte quasi tutte con pezzi di metallo, sul modello degli Einsturzende Neubauten, i synth sono alla maniera del primo post punk, le chitarre non sono mai distorte ed hanno un suono da disco pop degli anni sessanta, ci sono un sacco di strumenti strani o etnici e ho abolito la batteria di proposito per dare più spazio alla voce e all'eco e ai riverberi.
Il disco è collocato nella dimensione mentale del sogno e del dormiveglia e nella dimensione geografica di un sud puramente immaginario. E' un disco visionario e profondamente meridionale. La parola ricorrente è "controra", che è l'ora più calda del giorno, l'ora dei miraggi e delle allucinazioni, l'ora del dormiveglia agitato da sogni sensuali, l'ora in cui tutte le bestie riposano e non c'è nessuno in giro tranne il dio Pan.

Ho praticamente suonato e registrato tutto da solo. Nell'unico pezzo con la batteria c'è Gianluca Schiavon, ma non lo sa, perchè ho recuperato la sua traccia da delle vecchie registrazioni, alla viola in "Cafè Chantant" c'è Luca D'Alberto, nei primi tre pezzi le voci femminili sono delle bravissima Sandra Ippoliti (un talento sconosciuto) e nell'ultimo pezzo canta Tying Tiffany, che è una cara amica con la quale collaboro spesso.

LEGGI QUI LA BIOGRAFIA

http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Palazzo

 
Filippo Andreani, classe 1977, una voce-videocamera che ti sbatte nei sentimenti. Inutile cercare paragoni. Nella sua musica puoi trovare tutta quella italiana cantautorale degli ultimi 50 anni, con veloci salti in quella francese, sudamericana e mediterranea: “musica degli anni 2960-2970”. Nella sua penna trovi la poesia vera, quella che offre la carezza e sferra il pugno in faccia. Filippo sente la necessità non solo di “raccontare”, ma anche e soprattutto di “dire”. La sua scrittura ti assale, non perdona, ti costringe a confrontarti con concetti duri da digerire; il suo punto di vista – sempre “diverso” – è simile a quello da cui guardava il mondo Pier Paolo Pasolini e per questo considera gli “Scritti con Pablo” i suoi “Scritti Corsari”. I suoi racconti non ammettono alternativa né via d’uscita.

Filippo scrive con grande passione, e perché i suoi pensieri giungano meglio a destinazione affida la produzione artistica ad un grande musicista: Simone Spreafico, chitarrista che ha la forza di chi la musica la conosce e non l'ascolta passivamente, la potenza di chi può permettersi di giocarci, di scherzarci e di essere serio con le note, di parlare con forza nella lingua musicale italiana, ma anche latina, anglofona e mediterranea. Insomma, con la mano di chi non si è fermato solo alla superficialità. E questo è un plusvalore al quale Filippo non ha voluto rinunciare.

Questo è sinonimo di grande artista, di una persona che sa concentrarsi sulle cose lasciando spazio a tutti coloro che possono portare qualcosa in più. Questo rende ogni suo lavoro davvero unico.

La musica, oggi, deve cambiare. Per farlo ha due vie: rivoluzionarne le basi con generi completamente innovativi,  oppure  rimodellarle ripartendo da zero, dal quel lato scarno ed essenziale degli albori, magnifico ed entusiasmante. Filippo e Simone sono ripartiti dal fondo, dallo strato più interno. Togliere piuttosto che aggiungere, questa è stata la filosofia. Perché la musica di questi giorni aggiunge spesso senza cultura. Ed in fin dei conti fare cose semplici, dirette ed espressive, è più difficile che mascherarle dietro tante inutilità.

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La produzione artistica del disco è affidata a Simone Spreafico, fondatore e chitarrista dei Mercanti di Liquore. Dopo diversi anni con i Mercanti di Liquore e Marco Paolini, e diverse produzioni artistiche, ha portato la sua esperienza, i suoi arrangiamenti e, soprattutto, le sue chitarre negli “Scritti con Pablo”, catturato dalla poetica dei testi e dalle melodie.

Oltre a Spreafico, nel disco suonano: Marco Castiglioni (batteria), Massimo Scoca (contrabbasso), Franco Barbera (pianoforte), Giulia Larghi (violino), Raffaele Khöler (tromba, flicorno), Davide Lasala (chitarre elettriche).

Registrato da Davide Lasala al EDAC STUDIO di Fino Mornasco (CO).

Mixato e masterizzato al Jungle Sound Station di Milano da Davide Lasala e Stefano Giungato.

 
 “Can eating hot stars make me sick? è ilprimo esperimento del duo napoletano alla produzione artistica. Il disco viene missato al Godfather Studio da Pone (già al mixer di Almamegretta) e viene co-prodotto con l’etichetta partenopea Suonivisioni. L’uscita dell’album è accompagnata dal videoclip del singolo, scritto dagli Atari e diretto da Beppe Blasi. Il disco è composto da undici brani che dimostrano un’eclettica trasversalità che sottolinea la volontà di allontanarsi da stereotipi e convenzionali etichettature.  La band porterà in giro il nuovo live, che vede l’integrazione di un batterista, preso in prestito dai concittadini The Collettivo, con una nuova tournée.

Biografia Atari

Napoli, 2006. Da una jam session fatta con un’improbabile formazione che vede un batterista alle prese con un organo vintage ed un sintetizzatore analogico ed un bassista che esegue riff superdistorti da un Big Muff, nasce il lungimirante progetto degli Atari.  Immediatamente il duo partenopeo mette su dei brani, registrando una demo di electro-garage arricchito con suoni di consolle e presentandosi come paladini di un’estetica che riprende l’immaginario del retrogaming ad 8 bit. Subito dopo  iniziano ad esibirsi dal vivo, conquistando nell’edizione dello stesso anno,  un posto nelle selezioni di Destinazione Neapolis che li porterà sul palco di Mouse on Mars e Tiga del Carpisa Neapolis Festival. Da quell’esperienza inizierà la loro collaborazione con la free fanzine Freak Out, che dopo una lunga serie di concerti in giro per tutto il paese deciderà di produrre il loro album d’esordio.

“Sexy games for happy families” viene registrato nell’estate del 2007 con Mario Conte alla produzione artistica ed esce nel gennaio del 2008 riscuotendo un ottimo giudizio da parte della stampa specializzata, con buone recensioni da Blow Up, Mucchio, Rockerrilla.  L’ingrediente essenziale del loro sound è l’electro pop di stampo anni 80, che si rifà a gruppi come Fischerspooner, Soulwax e Daft Punk, ma restando fedeli ad un’inflessione per la melodia di scuola beatlesiana.
Forte impatto sul pubblico è stato dato anche dal videoclip del singolo Poisoned Apple Pie, diretto dagli Atari stessi in collaborazione con il collettivo Letmedo.tv ed in rotazione su Brand New di MTV e su All Music, contribuendo al conferimento del premio di “Gruppo Rivelazione Indie Pop” al Meeting delle Etichette Indipendenti del  2008. Dall’uscita del disco di debutto, gli Atari iniziano una lunghissima tournée che li vede protagonisti di importanti palchi nei maggiori club d’Italia e di prestigiosi festival nazionali, guadagnandosi apprezzamenti da parte di band come Who Made Who, Digitalism e I’m from Barcellona. Tra le oltre 120 date su e giù per lo stivale, toccano anche il territorio d’oltralpe, esibendosi in alcuni club di Parigi e Poitiers.  Inoltre vengono ospitati da trasmissioni televisive di importanti reti del settore, come Classifica Indie su All Music, Database su Rock TV e Life Sharing su Bonsai TV.

 
Gli Smashing Pumpkins torneranno in tour quest’autunno con due le date italiane, il 28 novembre a Milano e il 29 novembre a Padova.
 
Una delle band più originali dell'underground italiano...

Dopo l'esperienza come Prozac+

e  il successo del loro primo album.

A circa due anni dall'uscita del loro omonimo disco di esordio, i SICK TAMBURO (band di Gian Maria Accusani ed Elisabetta Imelio, già Prozac+) tornano sulle scene con il nuovo album A.I.U.T.O.

Più melodico del precedente, con quattro brani cantati da Mr. Man (alias di Gian Maria Accusani), il nuovo album ruota attorno al conflitto, interno all'uomo, tra il procurarsi il male ed il successivo bisogno di chiedere aiuto.

A.I.U.T.O., registrato e mixato al GM HOUSE RECORDINGS (PN), è stato prodotto da Gian Maria Accusani.

IL DISCO RACCONTATO DA GIAN MARIA

A.I.U.T.O. racconta di come l'essere umano ricerchi sempre gli stessi percorsi e commetta sempre gli stessi sbagli, con ossessiva ripetitività.

Come se, una volta scoperto il "piacere" dell'errore, dell'infelicità, l'uomo ricorresse a vere e proprie tecniche per far sì che il dolore si ripresenti al più presto.

Quello che abbiamo voluto mettere in luce è il conflitto tra il procurarsi il male ed il successivo bisogno di chiedere aiuto.

A.I.U.T.O. è un grido rivolto a noi stessi: è la voglia di uscire da certi meccanismi creati da noi stessi per farci soffrire.

 
Ryuichi Sakamoto, il maestro giapponese porterà al Gran Teatro GEOX - Padova il 13 novembre 2011 ore 21:00 con il Trio Tour 2011.
Per informazioni e biglietti www.zedlive.com
 
appuntamento imperdibile per gli amanti di De Gregori che lascia i grandi palchi ed approda nei piccoli club,  venerdì 18 novembre  sarà al Deposito Giordani di Pordenone. Per informazioni : www.azalea.it - www.depositogiiordani.it

 
Paragraph. Fai clic qui per effettuare modifiche.I testi sono riflessivi, ma il suono arriva dritto allo stomaco, a tratti dolce e avvolgente, a tratti distorto e tagliente, a volte psichedelico e a volte brutale, quasi vicino alle sonorità dell’heavy metal, ma con linee vocali melodiche che sicuramente hanno a che vedere con lo stile cantautorale italiano. In sintesi… Le Pistole alla Tempia stanno tra Lucio Battisti e il Teatro Degli Orrori.

Scelta giusta o sbagliata? Nessuno lo sa, però Le Pistole decidono di non scendere a patti con nessuno.
Ad ogni modo…
Avete presente il momento in cui ci si trova a prendere una decisione da cui dipenderà la vostra vita futura? Quell'istante non è né bene, né male, ma superato quel punto non si torna indietro.
O ancora…
Pensate a un concerto della band e a questa immagine; una brava diciottenne con la camicetta sbottonata che canta a squarciagola accanto ad un metallaro ubriaco e molesto che poga furiosamente.
Ecco… Le pistole alla tempia sono questo e altro ancora.

Il disco è stato registrato presso lo Studio Sotto il Mare di Luca Tacconi, mixato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani da Antonio Cupertino (Verdena, Calibro 35) e prodotto artisticamenteda Max Carinelli (Pan del Diavolo, membro di Je Ne T’aime plus).

Leggi qui un'introduzione ai brani del disco
http://www.lunatik-ftp.it/dati/PDF/Introduzione_brani.pdf

Line up

Fabio Dalai (voce) - Marco Vincenzi (chitarra, voce) - Marco Patrimonio (chitarra, voce) - Stefano Bonadiman (basso) - Fabrizio Facciotti (batteria)

 

Sabato 15 Ottobre 2011
Inaugurazione stagione Rock 2011/2012


EBBENE SI RAGAZZI!
SABATO SERA CI SARA' LA SERATA D'APERTURA DELLO STORICO ROCK CLUB .
LA PRIMA DI UNA LUNGA SERIE DI SERATA A BASE DI BUON ROCK CHE CI ACCOMPAGNERA' FIN ALLA PROSSIMA ESTATE.
LA SERATA SARA CONDOTTA DALLO STORICO "VELVET ORIGINAL ROCKSTAFF".LUCA E RICHARD BORGHESE VI FARANNO BALLARE A RITMO DELLA MIGLIORE MUSICA IN CIRCOLAZIONE.
SPECIALQUEST DELLA SERATA DJ WOLF DIRETTAMENTE DA THE GREAT COMPLOTTO RADIO.
SE SEI ROCK,NON PUOI NON ESSERCI!

APERTURA LOCALE ORE 23:30  
INGRESSO 10 EURO CON CONSUMAZIONE