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E' uscito il 12 aprile il disco d’esordio dei torinesi L’inferno di Orfeo. Un lavoro eclettico ed ispirato che fonde rock,blues, canzone d’autore e progressive. Canzoni che cantano di vinti, di mascalzoni, di ladri, di innamorati cronici e di vino, della sconfitta di una generazione.


Dopo anni di orgogliosa militanza nella scena underground torinese e un gran numero di concerti, esce ad aprile per Hertz Brigade Records il primo album ufficiale de L’Inferno di Orfeo. “Canzoni dalla voliera” rappresenta un primo punto fermo al percorso evolutivo e alla ricerca sonora della band nei suoi primi dieci anni di vita, partendo da una solida base cantautorale e muovendosi ad esplorare i territori del rock e del blues. Dodici tracce come dodici storie di vita, dal sapore spesso amaro, disilluso. Il gusto di una generazione che ha perso ed ha perso tempo, una generazione che a malapena sopravvive ai propri amori degenerati e alla sciatteria di una provincia sempre più spesso chiusa, livida e priva di possibilità. L’Inferno di Orfeo con "Canzoni dalla Voliera" ci racconta di questo attraverso i protagonisti dei brani e sceglie di farlo appunto da dentro la Voliera, arredandola, mettendosi comodo. Come a gridare, oltre che alla consapevolezza di un impossibile cambio di rotta, il sadico piacere di volerci rimanere dentro.
"Credo che Canzoni dalla Voliera riassuma molto bene il percorso fatto fino ad ora dagli Orfei – afferma Sydney Silotto cantante della band ed autore dei testi -. Il disco parla fondamentalmente del nostro cinismo riguardo l'esistenza umana “piccola triste vita”, per citarmi. Questo è l'undicesimo anno di attività con gli Orfei e per ognuno di questi anni individuo nella nostra scrittura le storie delle nostre vite. Ogni cambio di rotta, di casa, di paese, di relazioni; tutto è stato riportato su carta ed ha preso vita nella musica de L'Inferno, con la necessità di mettere a nudo ogni tremore ed ogni angoscia. La nostra voliera personale, ben arredata, come se fosse un palco, ci serve per dire a tutti che anche da una piccola vita ci si può elevare, ispirare e perché no, con un po' di sana ironia, prendere in giro.”



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