IL DISCO
“Eleanor Rigby” rimanda sfacciatamente ai Beatles ma è un disco che usa il linguaggio del rap e dell’hip hop. Un hip hop che però suona pop, diretto, da cui il pensiero per il gruppo più pop della storia della musica contemporanea, i Beatles appunto. In questo cortocircuito sta tutta la musica e il percorso di NEMI, che sfocia in questo secondo, massiccio album (16 le tracce incluse).
Accanto a NEMI tantissimi guest. Primo della lista Mondo Marcio, che produce "I Love You In Every Way",
Ma non solo. Con NEMI ci sono anche Rayden (uno dei più importanti gruppi di Hip Hop italiano a livello Underground; I OneMic), Il Francese, Chebit, Civi, Maddog, Egoprod, Brasca.
E ancora sottolineiamo le collaborazioni con Lord Madness, Piratiello, Swelto e Dirty Filter Crew.
Il disco è stato registrato, mixato e masterizzato negli studi del “Pri Studio” da Roberto Priori (Bologna)
Roberto Priori è anche Produttore Artistico dell’album

BIOGRAFIA _ NEMI SI RACCONTA
Sono nato nel 1992 a Caserta, terra di camorra, dove c’è davvero poco spazio per i sogni.
Farsi largo, parlando con franchezza, in una città asfissiante che dà importanza solo ai soldi e all’immagine,diventa davvero difficile.
Da ragazzino, ho sviluppato un “altro me” attraverso il quale combattere le difficoltà e la mia confusione interiore. L’ho chiamato Nemi, non chiedetemi il perché, è il nome che ti sceglie, che un giorno o l’altro arriva da te.
Nei miei lavori, in ogni singola strofa che scrivo, metto me stesso. C’è Nemi, non c’è niente di finto. Quando ascolti il mio rap, ascolti la mia anima.
Il mio è un rap che dà peso ai sentimenti, tormentato dai concetti che esprime.


Non è solo autocelebrazione, tecnica, metrica o qualsiasi altra caratteristica che va ricercata nel mio genere,è tutto questo, mixato alla nostalgia per i grandi cantautori e la letteratura europea del XIX secolo.
L’Hip Hop mi ha travolto, così come un onda che s’infrange su di una scogliera, mi ha dato quello di cui
avevo bisogno: sentirmi accettato e voluto da qualcosa di immensamente grande.
Sono stato cresciuto dalla musica, in casa mia c’è sempre stata, non poteva che essere lei la mia seconda madre.
Mio padre mi metteva a sedere sullo sgabello del piano, mi faceva suonare con lui, ascoltavamo insieme una marea di canzoni, dalla classica al pop contemporaneo.
E’ da qui che inizia il viaggio di Nemi.
Nemi inizia a nutrirsi, a crescere, a vivere.La prima volta che sono salito su un palco ho provato una sensazione forte, mai sentita prima, travolgente,indescrivibile. Avevo 14 anni ed ero riuscito ad inserirmi in un progetto, un tour itinerante per tutte le piazze della Provincia di Caserta. Si girava su di un Camion, eravamo in tanti e tutti avevamo gli occhi pieni di sogni ma anche la consapevolezza che la strada sarebbe stata tutta in salita.In seguito, ho cominciato a studiare pianoforte e canto, il primo non mi ha mai preso mentre il secondo, il canto, è stato come uno schiaffo in faccia, uno tsunami d’emozioni. Dal 2007, la nostra storia d’amore
continua.

A chi mi ha insegnato tanto devo parte di ciò che sono adesso, le influenze che caratterizzano i miei pezzi, i miei testi, non sono mai casuali
Se non studi, se non sai, se non conosci, non potrai mai dare vita ad un prodotto di buon livello.
Persino i rappers studiano, da autodidatti, ma studiano. Chiuso nella tua camera, nel tuo mondo, ascoltando chi c’è stato prima di te, impari ad avere rispetto. Si riproducono le metriche e le tecniche degli artisti che ascolti, facendole proprie e migliorandole, finché tiri fuori qualcosa di nuovo, qualcosa che sbalordisce
persino te.
Non ho mai voluto fare freestyle e, nonostante sia un concetto che mi appartiene fortemente, non ho mai voluto parlare di “strada”, sarebbe stato troppo facile, avrei rischiato di essere banale.
Alla “strada” ho mischiato la cultura, le emozioni, i sentimenti, il Blues, il Soul. Concetti in antitesi tra loro
che, nelle mie canzoni, trovano accordi comuni.
Ho deciso di farmi strada da solo, con le mie forze, in una scena che cadeva e cade a pezzi.
Parlando alle persone con la forza della mia musica, ho costruito tanto, vinto premi, mettendo a confronto il Rap con generi sicuramente più commerciali.
Fare Rap significa ricercare l’ispirazione in tutto ciò che ci circonda e che fa parte del quotidiano, tutto può accrescere il nostro vocabolario: tradizioni, dialetti, conflitti sociali o semplicemente il nostro vissuto.
Nel 2008 ho incontrato Geso, un producer Casertano, che mi ha fatto da mentore e mi ha indirizzato quando non sapevo dove sbattere la testa. Grazie al suo aiuto ha preso vita il mio primo disco, “Fight Mic”, un
viaggio di 12 tracce intrise di ricordi, sacrifici e speranze. Il mio primo album mi ha aiutato molto, ho avuto la possibilità di conoscere ragazzi che percorrono la mia stessa strada, che condividono i miei stessi interessi e

l’amore per musica. Collaboriamo, ci aiutiamo a vicenda, siamo una grande famiglia, unita dall’affetto, dalla passione e dalla voglia di rivalsa.
Dopo la felice esperienza di “Fight Mic”, ho deciso di andare a Napoli per studiare canto con i migliori
maestri. Ho cominciato a scrivere solo per collaborazioni, non più pezzi miei.
Abbiamo portato in giro cover di pezzi ingiustamente dimenticati, dal Soul al Jazz Americano.
Per due anni (dal 2008 al 2010), ho condotto su Radio Prima Rete, una radio locale, la rubrica “Hip Hop Experience”. Il mio obiettivo era quello di far arrivare il Rap al maggior numero di persone, cercando di

“lavare” questa cultura dai tanti clichè che gli vengono affibbiati. Ho intervistato artisti emergenti, anche nomi importanti della scena rap italiana. E’ nata così una rete di collaborazioni che mi ha permesso di crescere artisticamente ed umanamente.
Nell’estate del 2010, mi sono diplomato al Liceo Linguistico.
Dopo il diploma, ho deciso di andare a studiare “Music Production” a Bologna.
Stare lì mi ha mostrato nuovi universi, nuovi orizzonti, ho capito come si studia davvero la musica, le
tecniche di registrazione, di missaggio, di masterizzazione e di post-produzione.
Cambiare città, cambiare vita, cambiare tutto è difficile. Ti accorgi cosa significa vivere solo con le proprie forze, in attesa della fottuta fine del mese.

Ciò che più ho patito è stata la solitudine, tornare a casa e non poter parlare con nessuno se non con la musica e con Nemi.
E’ nata così la voglia di ricominciare a scrivere, per un nuovo album, “Eleanor Rigby”.
Ho iniziato a chiamare tutti i produttori che ascoltavo, stimavo e che sapevo avrebbero fatto di “Eleanor
Rigby” un bel disco. Hanno condiviso il mio progetto nomi importanti come Mondo Marcio e Rayden dei One

Mic.
Ho deciso di mettermi alla prova, di uscire dai soliti giri del rap italiano ed arrivare a tutti, anche ad un
pubblico che il Rap non l’ha mai ascoltato.
Un disco che, pur mantenendo tutti i canoni del rap, va oltre, sperimentando nuove soluzioni musicali.
Difficile da spiegare ma, appena metterete su il disco, capirete di cosa parlo!




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