I Baustelle sono forse la band italiana “alternativa” di maggior successo degli ultimi anni. La loro fama è via via aumentata a partire dall'uscita del terzo album, “La Malavita”, che vede una svolta sia dal punto di vista stilistico che commerciale, visto il passaggio all'etichetta Warner. Quest'anno è stata la volta del loro quinto album, “I Mistici dell'Occidente”, sicuramente uno dei loro migliori lavori, portato in giro per l'Italia con un tour che vede nel concerto bolognese una delle sue ultime date. La curiosità per l'esibizione dei Baustelle è grande: è infatti sempre stato un gruppo che mi ha lasciato incerto, con la critica che da una parte lo osanna e dall'altra lo stronca, e con il pubblico diviso tra ammiratori affezionati e detrattori spietati.


Dopo una serie di disguidi dovuti a una linea degli autobus parzialmente soppressa e alla difficile collocazione dell'Estragon (collocato nel bel mezzo della Festa dell'Unità, labirintica per chi non era mai stato a Bologna prima, come me) riesco ad arrivare in tempo nel per godermi gran parte della canzone “Le Rane”; fortunatamente i Baustelle hanno fatto il loro ingresso con il consueto piccolo ritardo e scopro di essermi quindi perso solo la prima canzone.Il locale è quasi al completo, ma non è difficile aprirsi un passaggio dal bancone del bar alle prime file. Il pubblico è composto, com'era facile prevedere, in gran parte di giovani adulti ed è partecipante come non mai, complice anche una scaletta che già dall'inizio sferra i due singoloni dell'ultimo lavoro, “Le Rane”, appunto, e “Gli Spietati”.Oltre al nucleo principale dei Baustelle (composto dal carismatico frontman Francesco Biaconi, dall'affascinante Rachele Bastreghi e dal chitarrista Claudio Brasini) sul palco sono presenti altri cinque musicisti. La resa delle canzoni è sempre ottima e la cosa che piacevolmente colpisce di più sono le digressioni musicali al termine di alcune canzoni, che alcune volte si evolvono in muri sonori incredibilmente intensi.Dando maggior spazio all'ultimo lavoro, i Baustelle pescano qua e là anche vecchi successi e qualche perla nascosta da tutti i loro altri lavori (trascurando però quasi completamente “La Moda del Lento”) e il pubblico risponde sempre positivamente, cantando a squarciagola, soprattutto nelle prime file dove, evidentemente, c'è lo zoccolo duro dei fan.Dopo essere usciti e, sempre acclamatissimi, rientrati nel palco per ben tre volte, la band torna per l'ultima volta e si esibisce nella canzone di chiusura della serata, l'esuberante “Charlie Fa Surf”, al termine della quale Baustelle e amici salutano con un inchino e abbandonano definitivamente lo stage.Il giudizio finale riguardo il gruppo è totalmente positivo: al di là delle critiche al frontman e alla poetica della band, i Baustelle sono uno dei migliori gruppi italiani e dal vivo trovano la loro dimensione ideale.



Recensione a cura di Giacomo Falcon.

Progetto Felix.
12/6/2010 08:54:41 am

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7/17/2012 12:55:33 pm

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