30 gennaio 2010: la storia del rock è protagonista in quel di Padova. Sul palco del Teatro Tenda o Gran Teatro che dir si voglia, si esibisce una delle più capaci rock band dell'ultimo ventennio: gli Europe. Cinque musicisti i cui dischi hanno venduto milioni di copie e che possono vantare nel curriculum uno dei più famosi, blasonati e cantati singoli della storia, quel (stra)conosciuto pezzo intitolato “The Final Countdown” che, per l'occasione, è stato suonato come pezzo di chiusura del concerto. La cospicua affluenza (non il tutto esaurito, ma c'è da poter esser soddisfatti) e un’ottima acustica, degna del loro nome e di gran lavoro del fonico nel preconcerto, hanno sigillato una serata davvero riuscita.
Chi si aspettava una raffica di classici estratti dal masterpiece dell'85, appunto “The Final Countdown”, forse non ha mai compreso appieno la longevità, l'orgoglio e la coerenza di Joey Tempest e compagni. Chi ha avuto forza e apertura mentale di andare oltre quello storico riff, sa che gli Europe hanno sfornato ben più di un valido platter. Dischi che hanno venduto oltre un milione di copie ciascuno e che possono annoverare nelle tracklist singoli di elevata qualità. Parliamo di album come: “Wings of Tomorrow”, “Out of This World” (il mio preferito,con Kee Marcello alla chitarra, ndr) piuttosto che “Prisoners in Paradise”: ognuno costellato da una particolare sfumatura musicale ben identificabile nel percorso della maturazione artistica. 
Joey Tempest oltre le aspettative forse, con una prova canora e di tenuta palco non da poco considerando la “veneranda” età della rock star svedese: l'asta del microfono era ovunque che girava e la sua presenza come una trottola varcava ogni angolo del palco per tutti i 115 minuti di concerto. Ci si è esaltati poi a guardare il fenomenale operato alle sei corde del talentuoso John Norum che, con il suo impagabile stile rock/shred, ha fatto sentire la propria mancanza dal 1987 in poi quando, stufo di confrontarsi con l'aspetto più plastificato e falso dettato dal music business, ha abbandonato i ranghi venendo quindi sostituito da Kee Marcello. È stata infine eccellente e dinamica la sezione ritmica dettata dalla coppia Levén/Haugland. 
Come classico concitato di ogni rock band, il minuto di silenzio e le luci abbassate per sentire intonare il coro con il proprio nome e arrivare di nuovo sul palco per i bis che concludono una serata memorabile in tutti i sensi, sia per il concerto, sia per le ore trascorse a Padova a cercare il luogo del concerto, con le mappe internet che volevano far si che io finissi sempre nello stesso vicolo chiuso al buio per poi trovare (finalmente) due uomini “autoctoni” che con birra alla mano e bestemmia pronta, mi hanno saputo indicare corso Australia e finalmente la serata iniziò. 


Setlist:
Prelude 
Last Look At Eden 
Love is Not The Enemy 
Superstitious 
Gonna Get Ready 
Scream of Anger
No Stone Unturned
Let The Good Times Rock 
Prisoners in Paradise (versione acustica) 
Open Your Heart 
Stormwind 
Optimus 
Seventh Sign 
New Love in Town 
Start From The Dark 
Cherokee
Rock The Night
The Beast 
The Final Countdown

Recensione a cura di Mattia "Ciachi" G.
Centro Zanca
9/30/2010 03:39:15 am

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4/13/2012 02:03:13 pm

Human nature is the most poor: we all dream to have a wonderful rose garden, and not to appreciate our window open today in the rose.

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