“Abbiamo scelto romanzi, film, dipinti che più avessero a che fare con lo sconvolgimento e lo schiaffo che una novità rivoluzionaria apporta ad una situazione di stasi”. Così descrive Gaetano Lestingi, leader dei Legittimo Brigantaggio, il loro ultimo album “Liberamente Tratto”, pubblicato lo scorso 11 ottobre.

Ogni singola canzone di questo album infatti, come dice il titolo stesso, è ispirata, “tratta” da un’opera d’arte che varia da romanzi, film, saggi, poesie, dipinti e fotografie narranti una realtà che si difende dall’abitudine e che a volte difende l’abitudine da se stessa; il tutto filtrato da un elegante folk rock elettronico della band di Latina sempre in equilibrio con le distorsioni create dalle chitarre e le atmosfere dei synth. La voce e le sue parole prevalgono sugli arrangiamenti che parlano solo nel silenzio.

Sicuramente un’idea carina quella della band di ispirare ogni pezzo ad un opera d’arte, che con la forma d’arte musicale ne racconta delle altre. Un viaggio attraverso i diversi tipi di arte quindi che partono con il primo pezzo da “Uscita Operai” liberamente tratto dall’osservazione del dipinto “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza, attraverso “La Lettera Viola” (singolo di riferimento del disco)  liberamente tratto dal romanzo “Le intermittenze della morte” di Josè Saramago, da altri romanzi sono tratti i brani di “I cieli non sono umani”  (“una solitudine troppo rumorosa di  Bohumil Hrabal, “Eucalyptus” (“Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi),  “L’attimo Ideale” (“Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich Maria Remarque), “Tempo di Uccidere” (dall’omonimo romanzo di Ennio Flaiano), proseguendo con l’ispirazione cinematografica di “Il Dado E’ Tratto” liberamente tratto dal film “I Quattrocento Colpi” di Francois Truffaut, per passare a “Il Diavolo Nella Camera Oscura” liberamente tratto dall’eliografia “View from the window at Le Gras” di Joseph Nicéphore Niépce, “Ruvido” liberamente tratto dal saggio “L’ospite inquietante” di Umberto Galimberti, per finire con “Affari di Famiglia” che invece è tratto da una poesia di Pier Paolo Pasolini “La Guinea”. Un viaggio attraverso grandi grandi artisti che hanno ispirato quindi le singole canzoni che compongono questo disco. Da ascoltare anche solo per la curiosità di sentire come questo gruppo ha interpretato e cosa queste grandi opere d’arte gli hanno comunicato.

Sara Casaluce

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10/28/2013

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