L'All Star Beach Festival è un evento a gratuito organizzato dai comuni del Veneto orientale come evento conclusivo del finanziamento PIAF (Piano Integrato Infanzia e Adolescenza). La giornata ha visto l'esibizione di diversi gruppi e dj emergenti della zona, con i Tre Allegri Ragazzi Morti come ospiti speciali a chiudere la serata. Il pomeriggio inizia con un'ora buona di ritardo dovuta a un soundcheck estenuante che costringe a modificare leggermente il programma. Il primo gruppo ad esibirsi sono Andrea Lo Trinco E Gli Parastinchi, gruppo demenziale di quattro ragazzi (più una corista) di Portogruaro che si presentano in abiti succinti da uomini primitivi. Probabilmente sono i migliori musicisti dell'intero festival, anche se il loro live punta maggiormente sui testi privi di senso del cantante, che regala risate (e caramelle) alla platea.

A seguire salgono sul palco i Cookies, gruppo di cinque musicisti che suonano un repertorio di cover di successi pop-rock senza un criterio ben preciso e che fanno divertire gli spettatori.

Il terzo gruppo sono i Quadrophenia, quintetto di San Donà che si esibiscono in un set di cover anni settanta, di cui ricordiamo particolarmente le loro reinterpretazioni di Queen e Pink Floyd.

È poi il turno dei Behind You Silence, altri cinque ragazzi di San Donà, che con la loro post-hardcore fatta di urla, ma a tratti anche un po' melodica, danno inizio alla parte “metallara” della giornata.

Salgono poi sul palco i Calling Devil By The Name, gruppo metalcore formato da cinque musicisti veneziani, che offrono un esibizione più emotiva rispetto agli altri gruppi metal che si sono esibiti durante la giornata.

È ora la volta dei Danger Division, quartetto portogruarese passato dal thrash al metalcore che si esibisce nel live che, per uno come me che di metal ne capisce ben poco, è stato il più coinvolgente della giornata tra i vari gruppi di quel genere.

Tuttavia il pubblico inizia a scemare, a causa forse dell'orario: molti dei ragazzi del pubblico si assentano infatti per cenare e anche le esibizioni successive non godranno dello stesso pubblico che invece ha assistito ai primi gruppi.

Il penultimo gruppo sono gli Avenue 92, formato da quattro ragazzi di Eraclea, che con il loro live di stampo emocore e post-hardcore e chiudono la parentesi metal dell'evento.

Ultimo gruppo prima dell'esibizione dei Tre Allegri Ragazzi Morti sono i Vectigal, trio portogruarese, recentemente espansosi a una formazione a quattro elementi, che dal grunge in stile Verdena ha iniziato ad aprirsi verso sonorità più stratificate. Regalano l'esibizione più interessante della giornata (e, avendo visto già diversi live del gruppo, dimostrano di essere molto maturati sul palco), ma sono costretti da problemi relativi la tempistica a fermarsi a metà della penultima canzone.

Dopo un'ulteriore soundcheck, che vede il Palazzo del Turismo riempirsi per assistere all'esibizione principale della giornata, salgono sul palco i Tre Allegri Ragazzi Morti che si esibiscono in più di un'ora di concerto a metà tra la loro nuova veste reggae e il caro vecchio miscuglio di punk, rock e pop.

Il pubblico è sempre molto partecipe, soprattutto nei vecchi successi; anche troppo partecipe, secondo le guardie, che per tutta la giornata hanno smorzato il più possibile il divertimento del pubblico (anche facendo scendere ragazzi seduti sulle spalle di altri ragazzi per vedere meglio il palco, manco i presenti fossero bimbi delle elementari). Al primo accenno di pogo le guardie impongono subito la calma, venendo immediatamente ripresi dal cantante Davide Toffolo, che ordina loro di lasciar divertire i ragazzi e più avanti, durante i suoi discorsi tra una canzone e l'altra, lancerà ancora qualche frecciatina a queste guardie di un'insensata severità.

L'esibizione si protrae a lungo, anche grazie al pubblico che non ne ha mai abbastanza e continua a chiamare fuori i Tre Allegri Ragazzi Morti ogni volta che essi accennano a uscire dal palco. In conclusione è stato un gran bel concerto che dimostra come il trio pordenonese abbia impreziosito i suoi live con un atmosfera dub pur riuscendo a mantenere la scarica energica che li ha da sempre caratterizzati.

I problemi di tempistica del festival vengono infine ridimensionati a soli trenta minuti di ritardo e tutti i ragazzi presenti salgono sulle corriere gratuite organizzate sempre in occasione dell'evento per tornare a casa.

L'All Star Beach Festival è stato un bellissimo modo per dimostrare che anche una realtà provinciale senza troppi stimoli può essere incentivata e creare nuove ispirazioni. Alla giornata, ricordiamo, erano presenti anche dei dj, che suonavano durante il cambio palco delle varie band, e gli stand dei vari spazi giovani, di vari workshop e pure di The Great Complotto Radio che, affiancata dallo Spaziosamente Giovani e dal Progetto Felix di Portogruaro, ha aiutato nella realizzazione della giornata.



Recensione a cura di Giacomo Falcon.

Progetto Felix.






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