Sono ormai le 22.00 passate quando le lanterne presenti sul palco dei Magazzini Generali, nonché unico elemento scenografico, emettono una debole luce, preannunciando l’arrivo dei Blond Redhead.

Arrivano prima i gemelli Pace, di origine milanese ma ormai di fatto statunitensi, poi la cantante giapponese Kazu Makino, di bianco vestita. E quando imbracciano gli strumenti tutto cambia.

La più che discreta folla accorsa a Milano questa sera per assistere a una delle loro tre date italiane sembra apprezzare fin dai primi istanti, in modo composto ma appassionato, come si addice al pubblico di età medio-alta che segue questo trio ormai dagli anni ’90. Questo tour anticipa l’uscita dell’album “Penny Sparale” prevista per il 13 settembre, e denota una decisa maturità strumentistica e di stile del trio.

Tanto catartici quanto poco loquaci, i Blonde Redhead creano da subito un’atmosfera quasi solenne.  La voce di Kazu è ipnotica, e crea un vortice indie-soft in cui batteria, chitarre e sinth si amalgamano senza sbavature creando una perfetta armonia. In scaletta molti brani nuovi come My plants are dead o Not getting there, ma anche molti pezzi meno recenti appartenenti ai loro lavori precedenti come 23 oppure Melody. A colpire è la forza evocativa che riescono ad emanare solo con i loro strumenti e le voci, senza bisogno di introduzioni o presentazioni parlate. Continue vibrazioni elettroniche sostengono picchi vocali dolci ma potenti che arrivano al cuore di chi assiste allo show. Scendono dal palco, poi ritornano acclamati a gran voce per tre ultimi pezzi, e con una “Grazie” rientrano silenziosi nel backstage. E resta il sapore agrodolce della loro esibizione unito al dispiacere che sia già finito tutto.

Mara Guzzon
 

 

 




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