Gerson “Il Fondo del Barile”

Concreti, d’impatto, ruvidi e incazzati. Questi sono I Gerson.
A due anni di distanza da “Rimparare a strisciare”, eccoli tornare con“Il Fondo del Barile” sotto etichetta Indiebox.
La formula è oramai più che collaudata: three chords e assoli ben piazzati, versi incisivi e diretti.
29 minuti e 6 secondi di punk rock d’annata, frizzante, divertente e mai noioso.
Il timbro vocale del cantante e la capacità nel costruire liriche azzeccatissime conferiscono al lavoro un’impronta d’originalità che molto spesso nell’underground punk peninsulare sembra mancare.
Dopo il preludio di “Con la linea della vita sul palmo interrotta”, il disco parte in quarta con “Il volo degli asini” un vero e proprio anthem anticonformistico, un invito a rompere gli schemi, un inno per tutti i “losers”.

È il momento di “Il fondo del barile” traccia da cui l’album prende il nome; il pezzo trascina l’ascoltatore nell’angoscia di un tipico middle man arreso al suo destino, incapace di vedere un futuro e quindi vittima delle sue insicurezze.
L’abilità dei Gerson risulta essere la capacità di costruire veri e propri quadri esistenziali dove è facile rispecchiarsi.
Capaci di districarsi con destrezza nei meandri dell’italiano scritto, è facile riconoscersi in pezzi come “Triste”, dove viene ricostruito il quotidiano viaggio in tram con conseguenti macchiette del caso (borseggiatori, moralisti), in “Ieri sera non dovevo bere” e, per i musicisti, in “Physique du Role”.

Eloquente il verso “ero pronto a dare un testicolo per suonare ad ogni weekend/per poi sentirmi di colpo ridicolo nel mischiarmi con le cover band”.

Bella quanto ahimè utopica “Radio”, in cui viene descritto un domani senza guerre e sofferenze.
Dovendo tirare le somme, cosa può esser detto di questo full lenght?
Le tematiche agrodolci condite da testi pungenti e adrenalina punk permettono al disco di viaggiare fluidamente negli stereo di tutti i kids.
Le canzoni entrano facilmente in testa e si danno con piacere al canto di giovani incazzati.
Il lavoro si presta ad essere apprezzato maggiormente dai semper fidelis del genere e da un pubblico adolescente alle prese con i primi scazzi. Tallone d’achille potrebbe essere individuato infatti nella ripetitività della matrice sonora che impedisce al gruppo di estendersi ad un pubblico più vasto.
Ma di questo, sono sicuro, i Gerson faranno (da bravi punk) orecchio da mercante.

Best Track: Physique du Role
Consigliato ad incalliti punk rocker che del tedio della quotidianità ne hanno le palle piene.

Loris Tomasella




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