A qualche mese dall'uscita di "Option Paralysis" (il loro settimo studio album) The Dillinger Escape Plan finalmente fanno ritorno in Italia con un' attesissima data nel nordest.
In attività dal lontano 1997, la band Postcore/Mathcore del New Jersey, dopo la tappa italiana di 2 anni fa al Gods of Metal, ritorna con un nuovo batterista, Billy Rymer, una new entry che con la sua rabbia non delude le aspettative dei fan riuscendo a mantenere elevato l'ormai noto impatto live della band.
Lasciandoci alle spalle le quattro chiacchiere di formale presentazione, entriamo subito nel vivo della serata, che ha inizio con la nostra spedizione partita (secchi di birre prima) dalla bevereccia Aviano (un meritato ringraziamento va all'autista che si è sacrificato), gasati al punto giusto per goderci in tutto e per tutto, anche fisicamente, il concerto.
Con piacere notiamo il locale bello pieno, un'atmosfera rilassata, gente poco “sbronza” (noi abbiamo compensato alla grande), riusciamo ad arrivare in scivolata mentre suona il gruppo spalla, Cancer Bats direttamente dal Canada, hardcorers duri, simpatici, carini che ci piazzano a sorpresa anche la cover di SABOTAGE dei Beastie Boys, pubblico in delirio, noi già da un bel pezzo.
È arrivato il tempo dei Dillinger che non scherzano ed iniziano subito con "Farewell, Mona lisa", l'opening track dell'ultimo LP, per continuare con "Fix your Face" e a ruota "Good Neighbor", un terzetto di pezzi che lascia tutti a bocca aperta e mette subito in chiaro le cose, violenza selvaggia.
Lo spettacolo è molto curato dal punto di vista visivo: fumo, strobo, acl e accecatori “a chiodo” che fanno risaltare le acrobazie dei 4 frontmen scatenati. Salti, lanci, piroette, il tutto con l'aggiunta di due lampade ai bordi del palco libere di penzolare e continuamente schiaffeggiate dal cantante. Dal punto di vista musicale voce e chitarre si sentivano poco da ovunque ci si posizionasse, esibizione tutto sommato spettacolare e di grande carica adrenalinica. Lo show è stato arricchito anche dalla prodezza dei chitarristi che con riff impossibili sono riusciti a saltare sopra i monitor e rotolare a terra senza mollare lo strumento, il cantante invece era spesso appeso al soffitto o in mezzo alla gente a cantare.
Grande show quindi per THE DILLINGER ESCAPE PLAN.
Per chi non c'era: ma dove eravate?

SERPICO



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